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54. Biennale di Venezia 2011

Padiglione Italia (Palazzo delle Esposizioni) - Torino








Dalla emozionante visione del gioco magico, irreale ed al contempo reale nella costante constatazione del sentirsi partecipe, attraverso una linea di giunzione posta al legame metafisico che si coglie nel sentire uno sguardo insistente mentre si esercita il ruolo teatrale dell'osservatore, il quale timorosamente si avvicina all'imponente gruppo di "obsession", nasce una curiosità ed interrelazione con il pensiero artistico di Andrea Marini. Il forte senso di determinazione nella volontà di trasporre il pesante sentire della natura su di sé, chiaro messaggio dell'artista, porta alla valutazione che svela, col medesimo impegno ed incidenza, il senso della necessaria importanza dell'agire a salvezza della naturale e fragile considerazione di una ricchezza dell'ambiente. Questa, da cogliere per la sua bellezza cristallina, riflettente, laddove la luce permette le rispondenze luministiche in discordanza e contrasto tra la purezza e l'incubo della negativa trasformazione, porta a cogliere attraverso il ruolo dell'artista un senso di forza e determinatezza nella ricerca di una risposta corale.
Alessandra Lucia Coruzzi